CITTADINI STRANIERI - Riforma del Terzo Settore: le linee guida

C'è anche anche il Servizio Civile Universale aperto agli stranieri 

Volontariato, cooperazione sociale, associazionismo no-profit, fondazioni, imprese sociali: è il mondo del cosiddetto terzo Settore, intorno al quale ruota la consultazione pubblica lanciata oggi dal governo.

L’iniziativa di partecipazione, che si concluderà il 13 giugno prossimo, riguarda le proposte contenute nelle ‘Linee guida per una riforma del terzo settore‘ pubblicate oggi sul sito web della Presidenza del consiglio dei ministri. Operatori delle associazioni e delle imprese del Terzo Settore, stakeholders, cittadini sostenitori e utenti finali dei servizi sono invitati a dire la loro, commentando le proposte o suggerendone delle altre all’indirizzo di posta elettronica terzosettorelavoltabuona@lavoro.gov.it nei termini di tempo indicati.

L’obiettivo è costruire un nuovo welfare partecipativo, si legge sul sito del governo, facendo dialogare di più e meglio le realtà del non profit e del profit in modo da porre le basi per ‘reti solidali nelle quali lo Stato, le Regioni e i Comuni e le diverse associazioni e organizzazioni del terzo settore collaborino in modo sistematico per elevare i livelli di protezione sociale, combattere le vecchie e nuove forme di esclusione e consentire a tutti i cittadini di sviluppare le proprie potenzialità’.

Tra le linee guida da attuare per realizzare questo scopo c’è la creazione di un Servizio civile nazionale universale aperto alla partecipazione dei cittadini stranieri, in modo da superare definitivamente una discriminazione che negli anni passati ha colpito tanti figli di immigrati.  Tale Servizio avrà una durata non troppo lunga – 8 mesi – in linea con la velocità del cambiamento, prevedrà la possibilità di periodi in altri Paesi dell’Unione europea, in condizioni di reciprocità, riconoscerà ai volontari dei benefit spendibili per il loro ingresso nel mondo del lavoro, come ad esempio crediti formativi o tirocinii universitari, tirocinii professionali, corsi di formazione e attestazioni delle competenze acquisite durante il servizio. Tra le ipotesi per facilitare l’accesso al lavoro dei ragazzi volontari c’è anche l’ipotesi di convenzioni tra regioni, province, associazioni di categoria dei datori di lavoro, associazioni del terzo settore. 

Tra le proposte di riforma c’è anche la revisione della normativa sul volontariato e sulle associazioni di promozione sociale, e delle norme del codice civile relative alla costituzione degli enti, per valorizzare l’autonomia statutaria di quelli privi di personalità giuridica e il “voucher universale per i servizi alla persona e alla famiglia”.

Entro due settimane dal termine della consultazione, il governo presenterà un disegno di legge-delega sulla riforma.

 

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