Propaganda elettorale e privacy: il Garante blocca l’uso illecito dei dati sanitari

Il Garante Privacy sanziona due medici per aver utilizzato i dati dei pazienti a fini elettorali

25 Marzo 2025
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Propaganda elettorale e tutela dei dati sanitari: il divieto di uso improprio

Il Garante per la protezione dei dati personali nella newsletter n. 533 del 21 marzo 2025 ha sanzionando due medici per aver utilizzato gli indirizzi dei pazienti per promuovere le proprie candidature in occasione delle elezioni comunali. I dati personali raccolti nell’ambito dell’attività sanitaria godono di una tutela speciale, in quanto considerati informazioni sensibili. Il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) e la normativa italiana in materia stabiliscono che tali informazioni possono essere trattate solo per finalità sanitarie e con il consenso esplicito dell’interessato per eventuali altri utilizzi. In questo contesto, il Garante per la protezione dei dati personali ha recentemente ribadito il divieto assoluto di impiegare questi dati per scopi di propaganda elettorale, sottolineando l’importanza della riservatezza e del rispetto dei diritti dei pazienti.

Uso illecito dei dati sanitari per propaganda elettorale: due medici sanzionati

Due recenti casi hanno portato all’attenzione dell’Autorità Garante gravi violazioni del principio di riservatezza. Nel primo episodio, un chirurgo oncologo ha inviato lettere di propaganda elettorale a circa cinquanta sue pazienti, selezionate in base a un rapporto personale instaurato durante il percorso di cura. Il contenuto del messaggio faceva esplicito riferimento alla malattia delle destinatarie, rendendo l’abuso ancora più grave. Nel secondo caso, un medico di medicina generale ha inviato una mail promozionale a 500 pazienti senza l’uso della copia nascosta, esponendo pubblicamente le loro condizioni di salute. In entrambi i casi, il Garante ha ritenuto che l’utilizzo di questi dati per finalità elettorali fosse un trattamento illecito, poiché estraneo alle finalità sanitarie per cui erano stati raccolti. La sanzione comminata è stata di 10mila euro per ciascun medico, con l’obbligo di pubblicazione dei provvedimenti sul sito dell’Autorità e l’invio degli atti all’Ordine dei medici per ulteriori valutazioni disciplinari.

Propaganda elettorale e privacy: le implicazioni per i professionisti sanitari

Questo caso rappresenta un chiaro monito per tutti i professionisti sanitari: i dati raccolti per la cura dei pazienti non possono essere utilizzati per scopi estranei, a meno di un consenso esplicito e consapevole dell’interessato. I medici e gli operatori sanitari devono adottare misure rigorose per garantire la protezione delle informazioni sensibili, evitando ogni uso improprio che possa violare la privacy dei pazienti.

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