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Il Consiglio dei ministri (Cdm n. 121) ha approvato un decreto legge (d.l. 28 marzo 2025, n. 37) che introduce nuove disposizioni urgenti per il contrasto dell’immigrazione irregolare.
Il provvedimento si inserisce nel quadro delle strategie di rafforzamento del controllo dei flussi migratori e si propone di potenziare l’efficacia delle misure di rimpatrio e trattenimento degli stranieri irregolari. Un elemento chiave della nuova normativa è l’implementazione del Protocollo Italia-Albania del 6 novembre 2023, che prevede l’utilizzo di strutture in territorio albanese per la gestione dei migranti destinatari di provvedimenti di espulsione.
Il ruolo delle strutture in Albania: l’ampliamento delle competenze
Uno degli aspetti centrali del decreto riguarda l’ampliamento delle possibilità di trasferimento degli stranieri in strutture albanesi. In particolare, il provvedimento stabilisce che potranno essere trasferiti a Gjadër non solo i migranti intercettati al di fuori delle acque territoriali italiane o soccorsi in operazioni di Search and Rescue (SAR), ma anche coloro che si trovano attualmente nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) italiani.
Il trasferimento sarà possibile per i soggetti già destinatari di un provvedimento di espulsione o trattenimento convalidato dall’autorità giudiziaria. In questo modo, il Governo punta a decongestionare i CPR nazionali e ad accelerare i procedimenti di rimpatrio.
Implicazioni giuridiche del trasferimento e continuità dei procedimenti
Un elemento chiave del decreto riguarda la continuità del titolo di trattenimento già convalidato o prorogato in Italia. In altri termini, il trasferimento in Albania non modifica la base giuridica del trattenimento, che può essere stato disposto per:
– pericolo di fuga;
– necessità di soccorso allo straniero;
– accertamenti supplementari sull’identità o nazionalità;
– acquisizione di documenti di viaggio;
– organizzazione del trasporto per il rimpatrio.
Inoltre, il trasferimento non interferisce con la procedura amministrativa di espulsione o respingimento in corso, evitando così possibili ritardi nei procedimenti.
Maggiore flessibilità nella gestione dei migranti nei CPR
Il decreto conferisce alla Direzione Centrale dell’Immigrazione e della Polizia delle Frontiere del Ministero dell’Interno il potere di assegnare gli stranieri al CPR più vicino e di disporne il trasferimento in altre strutture analoghe, comprese quelle albanesi. Tale facoltà garantisce maggiore flessibilità nella gestione della popolazione migrante trattenuta, evitando il sovraffollamento dei centri e migliorando l’efficienza delle operazioni di rimpatrio.
Inoltre, il provvedimento stabilisce che la convalida del trattenimento non impedisce il trasferimento dell’individuo in un altro CPR, sia in Italia che in Albania. Questo passaggio evita il rischio di paralisi amministrativa e consente una gestione più dinamica e reattiva delle esigenze operative.
Considerazioni finali e impatti pratici
Il decreto-legge introduce misure che mirano a rendere più efficace il contrasto all’immigrazione irregolare, riducendo il carico sui CPR italiani e accelerando i procedimenti di rimpatrio. La possibilità di utilizzare strutture in Albania amplia gli strumenti a disposizione delle autorità italiane, con l’obiettivo di migliorare il controllo dei flussi migratori e ridurre la pressione sulle infrastrutture nazionali.
Dal punto di vista operativo, le nuove disposizioni richiedono un’attenta pianificazione logistica e giuridica per garantire che il trasferimento e la gestione degli stranieri avvengano nel rispetto dei diritti fondamentali e delle normative internazionali. Sarà fondamentale monitorare l’implementazione di queste misure per valutarne l’efficacia e le eventuali criticità applicative nel medio-lungo termine.
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